Si può decidere che, una soluzione acqua ed olio, diventi miscibile? La Chimica ci risponde picche. Ma, la Scienza, si sa, è un progresso per antonomasia. Ed, accanto ad essa, la speranza, la forza, l’onestà intellettuale, il rispetto verso la Terra e l’uomo. Miracoli non se ne sono mai fatti e, presumibilmente, non se ne faranno neanche in avvenire. Ma non tutte le Donne e gli Uomini vogliono essere sciamani, imbonitori, facili profeti o, peggio, maghi televisivi. C’è tra loro chi, per divina provvidenza o per genetica, ha un’innata sensibilità per il proprio territorio, la Sua Gente e le complessità ancestrali che vi albergano. Una dote, questa, che ti dà la forza di superare scetticismo, mormorii, facili giudizi e botte di….”ma cu tu faci fari”….???? e ti fa esporre. Senza troppa ansia e con una paura produttiva.
Guardando avanti, ma senza trascurare di rammentare da dove vieni. Evocando gli sguardi di chi, da questa Città se ne sia dovuto andare, per forza o per scelta. Quegli sguardi che ti bucano come dardi e che ti cogli da Padre, Madre, Amico, Nonno, Compagno di scuola. Sono dolorosi ma, ad un tratto, ti stimolano a guardarti dentro e decidere di strappare via il “lenzuolo della passività” ed a provare a canalizzare la correlata, comprensibile, rabbia, in direzione di una possibile strategia.
Ed allora, come accade a chi si riconosca in mezzo ad una folla oceanica, riesce ad individuare alcuni suoi omologhi e, come in una scena che non necessiti di parole, senti di poter condividere con loro ciò che ti porti dentro, da anni, per materializzare una visione di Città che, fino a quel momento, ti pareva solo Tua. E si decide, Tutti insieme, di lasciare, fuori dalla porta, ideologie, posizioni politiche, rabbia inespressa, pregiudizi, luoghi comuni, rimpianti, accuse, sentenze censorie. In quel momento ci si rende conto che, con il medesimo atteggiamento, già in passato, tante false convinzioni (inculcate faziosamente), si sarebbero sciolte come neve al sole. Ma, il delicato contesto sociale che stiamo subendo, non lascia spazio e tempo ai rimpianti. La vita è adesso (come ha già detto qualcuno) ed è proprio adesso che è necessario tentare di dare contributi sostanziali. Come? A nostro avviso, attraverso un SOGGETTO CIVICO ben strutturato e, soprattutto, REALISTICO e REALIZZABILE. Senza voli pindarici, sogni chimerici e situazioni oniriche. Obiettivo: realizzare le condizioni per vivere in una CITTÀ NORMALE. Che soddisfi, almeno, i bisogni minimi e civili. Solo così, in futuro, si potrebbe pensare a parametri che allineino Reggio alla parte evoluta del Paese.
Discorsi patetici? Sogni ? Ingenuità dilagante? Noi non crediamo sia così. D’altronde, è sufficiente fare una onesta analisi IMPARZIALE degli ultimi decenni, per verificare, DE FACTO, che la presunta furbizia, la disincantata scaltrezza, la convinzione che “TU SI FISSA ED IO NO” non abbia portato ALCUNCHÈ al nostro Territorio, se non frustrazioni, amarezze e lacrime. Ecco che, per riprendere il quesito iniziale, la soluzione ACQUA ed OLIO, può realizzarsi con una discreta miscibilità (con buona pace dei miei straordinari Docenti di Chimica e Materie affini, all’Università della Calabria) e condivisione di intenti. Con la messa a disposizione, alla Comunità, delle proprie competenze professionali, del proprio profilo culturale e della sempre costante voglia di bellezza. Senza inseguire potere, poltrone, posti di lavoro PRO DOMO SUA, soldi tintinnanti. Ma con un desiderio : Reggio Calabria Città normale….


