Parlare oggi di sanità, in astratto, è impresa ardua. Eppure, questo “lavoro”, ogni tanto, qualcuno deve pur farlo. Partiamo con una premessa d’obbligo : tutte le note criticità che, da cittadini e da operatori dell’articolato mondo della Sanità, possiamo osservare da decenni, a Reggio Calabria e nel suo contesto metropolitano, non sono, ASSOLUTAMENTE, ascrivibili ai nostri Medici ed al Personale Sanitario. Sul nostro territorio, infatti, operano Professionisti eccellenti, che si distinguono per competenza e spirito di sacrificio.
Gente abituata ad affrontare difficoltà strutturali ed infrastrutturali, nelle quali, sovente, viene catapultata da una classe politica inadatta a gestire questo delicato comparto, con energia e senso del dovere, encomiabili. A titolo esemplificativo, basti ricordare con quale dignità e coraggio, il nostro GOM, abbia fronteggiato la recente emergenza COVID.
Seconda premessa : i numeri della Sanità calabrese. Questo è un capitolo davvero scoraggiante e frustrante : 336 milioni di euro (dato del 2024) spesi dai Calabresi per curarsi fuori regione. 16 piani di rientro. 14 Commissari Straordinari per la Sanità, dal 2000 ad oggi. 18 Ospedali chiusi nell’ambito del piano di rientro sanitario, solo dal 2010 ad oggi. Più di 300 Medici Cubani assunti in Calabria, negli ultimi anni, per far fronte alla carenza di questi professionisti. 2500 i Medici mancanti in Calabria e 4000 gli Infermieri. 450 le domande di trasferimento all’estero, presentate dai nostri Medici. E preferisco fermarmi qui, con i numeri, per non infierire ulteriormente. Liste d’attesa consistenti per alcune tipologie di esami diagnostici. Know-How tecnologico in costante affanno A Reggio Calabria, bilanci ASP mancanti per anni.
Cosa fare allora? Individuare i colpevoli di tutto questo? Neanche il mago Silvan, ci riuscirebbe. È il caso,quindi, di guardare avanti, in modo consapevole. Ed è opportuno comprendere cosa possano fare le Istituzioni per arginare questa deriva che appare inarrestabile. A partire da quella più vicina alle istanze dei Cittadini : il Comune e, in particolare, il Sindaco, suo condottiero. Diversi Strumenti Legislativi, disciplinano il ruolo del Sindaco in Sanità. Trai principali, l’articolo 50 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), la Legge Istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale n.833 del 1978 e diverse altre Leggi Regionali. Il Sindaco, quindi, quale Autorità Sanitaria Locale, gestisce le emergenze sanitarie e le Misure di Igiene Pubblica locali. Pertanto, può emanare Ordinanze Urgenti; pianificare, in concorso con Regione ed Aziende Sanitarie Locali, i Servizi Sanitari Territoriali ; espletare attività di controllo e di vigilanza su vari parametri della Salute Pubblica; promuovere campagne di sensibilizzazione e prevenzione.
Ma, limiti legislativi a prescindere, il Sindaco potrebbe, nei limiti degli stessi, stimolare le Autorità Sanitarie a compiere il proprio dovere, in quanto a trasparenza, tempistica, laboriosità ed umanità, intervenendo con risolutezza. Potrebbe dar vita a tavoli tecnici congiunti e PERMANENTI, per contribuire al consolidamento della cultura sanitaria REALE. Spingere affinchè, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, si realizzi una capillare conoscenza dei rischi connessi a stili di vita inopportuni.
Mettere a disposizione proprie strutture per rispondere a maggiori esigenze di spazi operativi. Interagire, attraverso l’universo digitale, con le strutture del SSN, quotidianamente, per snellire procedure burocratiche che rendono difficoltose le quotidiane esistenze dei Pazienti. Mettere a disposizione dei Pazienti in difficoltà economiche e logistiche, propri mezzi di trasporto, gratuitamente, per raggiungere le sedi di visita e di cura. Facilitare, attraverso i consueti rapporti istituzionali con i Comuni di altre Regioni Italiane, in selezionati, particolari, casi, l’approvvigionamento di Farmaci e Dispositivi Medici non reperibili in loco. Intervenire, economicamente, a favore di famiglie indigenti, costrette a spostare i propri familiari malati, in altre sedi della Penisola. Partecipare, con contributo di idee e mezzi, all’indispensabile processo di digitalizzazione e condivisione delle Cartelle Cliniche, sempre promesse e mai realizzate e che faciliterebbe, enormemente, la gestione Clinica del Paziente.
Servono, naturalmente, le competenze necessarie ed essere circondati da uno staff all’altezza di queste immani criticità. Il Polo Civico, ha messo in cima alle tante priorità, proprio la salute ed il benessere dei reggini. Il proprio portavoce, il Dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, medico, ricercatore, docente ed imprenditore della sanità di qualità, ha fatto, del management sanitario, la Sua stessa esistenza. Dunque, potrebbe essere molto utile alla causa. Il politico di professione, invece, ha sempre dimostrato di ammiccare a logiche mediocri, posticce, nepotistiche.
Senza mai, diciamolo senza remore, risolvere, DEFINITIVAMENTE, la svariata congerie di problemi cronici, che affliggono il nostro territorio, in tema di Sanità Pubblica.

