Reggio, il mare e la politica

di Umberto Montella


Nel 730 A.C. , su indicazione del mitico Oracolo di Delfi, rivolta ai coloni residenti, nacque la nostra Rhegion, ad opera dei Calcidesi. Lo confermano illustri storici della caratura di Tucidide e Diodoro Siculo, anche se con ricostruzioni dei fatti, leggermente diverse. La volontà dell’Oracolo di Delfi, si sostanzia in queste parole che sono giunte a noi : “LÀ, NEL PUNTO IN CUI APSIAS, IL PIÙ SACRO DEI FIUMI, SI GETTA IN MARE, DOVE TROVERAI UNA FEMMINA AVVINGHIATA AD UN MASCHIO, IL DIO TI CONCEDE LA TERRA AUSONIA “….

Il mare, quindi, fin dalla notte dei tempi, ha caratterizzato la nostra amata città, lambendola con dolcezza e, paradossalmente, ferendola secoli dopo, con inaudita violenza. Ma, sempre, cullandola e tentando di preservarla dalle umane cattiverie. Ciononostante, non credo di sbagliare se affermo che, noi reggini, non abbiamo mai saputo, nella Storia, ricambiare tali supremi sentimenti. Perché ? Difficile dirlo con certezza. Ottusità ? Scarsa visione del contesto ? Chissà. Fatto sta che un meraviglioso, sontuoso, elemento naturale che avrebbe potuto fare la differenza nelle nostre esistenze, è stato scarsamente (ed occasionalmente) preso in considerazione quale elemento di crescita culturale ed economica. C’è anche da precisare doverosamente che, il nostro Mare, ha caratteristiche biologiche uniche al mondo, che prescindono dalla sola stupenda limpidezza e dalla sua straordinaria biodiversità.

Questo è un mare che grida il suo amore per Reggio. Che sussurra il fascino della sua millenaria Storia. Che, virtualmente, indica il corretto percorso futuro del territorio di Aschenez e di Anassila. Che rende il respiro della sua fragranza salmastra, un elisir di lunga vita. E noi, oggi, nel 2025, tirando le somme, come pensiamo di aver fruito di tutto ciò? La verità…? In nessun modo dignitoso, coerente, intelligente, sentimentale.

Dall’ alto dei miei quasi 65 anni, ho avuto modo di assistere, dalla fine degli anni 60 in avanti, ad alcuni tentativi di valorizzare il nostro prezioso elemento liquido. Se escludiamo l’impegno costante del Circolo Velico Reggio , ben poche iniziative, in ogni possibile ambito, hanno avuto modo di consolidarsi, assurgendo ad elemento di stabile supporto strutturale, culturale ed economico per il nostro territorio. Nè la politica, nè i Cittadini, nei decenni, hanno intuito quale potesse essere il vantaggio di curare il rapporto con il nostro Mare. Anzi, il degrado progressivo, l’ha fatta da padrone. L’esempio del Lido Comunale, struttura al servizio della Città e del Mare stesso, un tempo nucleo aggregativo della nostra Comunità, ne è emblema. Ridotto ad un sito che appare come quelli tristemente bombardati in Medioriente. E senza che si intravedano, (per ora), spiragli.

Molte Città Italiane costiere ( Venezia, Napoli, Palermo, Pisa, Taranto, tra le altre) hanno, da anni, “sigillato” il loro rapporto produttivo con il Mare, traendone fondamentali benefici e presupposti concreti di crescita. La distesa blu della quale parliamo, va intesa in senso ampio : dalla sua poetica superficie alle sue straordinarie profondità. Se Reggio Calabria, (come il Polo Civico del quale mi onoro di fare parte, sostiene) deve diventare una CITTA’ NORMALE, allora non può prescindere dal cambiare, radicalmente, direzione nei rapporti con esso.

Ho recentemente apprezzato che i lavori di costruzione del futuristico Museo del Mare, abbiano avuto inizio. Ma non basta questo, certamente, per dar luogo ad un programma serio, che contribuisca alla crescita economica della Città. E’ necessario che i cittadini siano resi, TUTTI, consapevoli dell’impatto positivo che il nostro Mare possa avere nella loro quotidiana esistenza. E deve essere la Politica a favorire la genesi di una Cultura marinara che, in atto, non c’è e che, di fatto, non c’è mai stata. Ed è uno degli obiettivi sociali che, il Polo Civico, si è posto di realizzare, se dovesse riscuotere il consenso della Gente.

Quali sono le opportunità produttive, CONCRETE, che il nostro Ionio/Tirreno potrebbe offrirci e facilmente realizzabili con le innumerevoli fonti di finanziamento regionali, nazionali ed europee ? Presto detto. Sfruttamento di fonti energetiche alternative ( Energia Mareomotrice, Energia Ondomotrice, Energia Termica ed Energia da Correnti Marine) pulite, disponibili e sempre prevedibili. Pesca ed Acquacoltura. Cantieristica Navale. Turismo Costiero e Nautico.

Eventi culturali e Storici, di elevata caratura, legati al nostro Mare. E, soprattutto, il Turismo subacqueo, le attività di protezione del delicato ecosistema sottomarino, dal quale dipende, cosa non chiara a tutti, la nostra sopravvivenza e la nostra salute, lo studio della Biologia Marina dello Stretto (con l’ avvio di Corsi di Laurea tematici, presso la nostra Università), le attività di ricerca in relazione al grande patrimonio di Archeologia Subacquea esistente alle nostre latitudini, con la certosina mappatura degli stessi. L’apertura di nuovi Diving e scuole d’immersione. e molte, moltissime altre ulteriori attività.

Cosa ci vuole per realizzare tutto questo? Amore autentico per Reggio, competenza, creatività, organizzazione, visione manageriale, sensibilità innata per questo argomento. Tutte peculiarità che il Polo Civico possiede e che non vede l’ora di poter mettere a disposizione della nostra bellissima Reggio.

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