Un programma per una città normale
A quanto pare è strettamente necessario, talvolta illudere, i potenziali elettori con programmi che il più delle volte sono un mero elenco di desideri quasi sempre irrealizzabili.
In ogni caso, pur di non fare i bastian contrari, provvediamo anche noi a stilare non già una lista dei sogni, ma qualcosa di realizzabile.
Abbiamo detto sin dal primo momento che il nostro desiderio è quello di realizzare una città NORMALE perché Reggio, a questo punto, non è tale.
Cosa vuol dire una città normale? Non bisogna certo ricorrere allo Zanichelli per capire che cosa significa. Una città normale ha i suoi servizi, ha la sua viabilità, ha tutto quanto necessario per essere dichiarata tale, cioè una città senza grandi problemi logistici, se non quelli di routine, una città che possa garantire ai cittadini una qualità della vita, la più vicina alla normalità.
E allora, specifichiamo bene la prima parte del nostro programma che afferisce a questa normalità per capire che cosa noi intendiamo.
La seconda parte del programma invece presenterà quelli che sono i nostri obiettivi principali nell’amministrazione di Reggio Calabria senza né voli pindarici né desideri né luna nel pozzo né cose che tutti magari vorrebbero, ma che nessuno potrebbe realizzare.
Città Normale
Per città normale, intendiamo per esempio che “ogni cittadino possa usufruire del servizio idrico a domicilio senza interruzione di sorta, se non quelle tecniche rare, e soprattutto con un’acqua che non comporti l’acquisto presso i supermercati, ma che possa essere, come una volta, letteralmente utilizzata come acqua potabile”.
Per fare questo ci vorrebbe una bacchetta magica, visto che Reggio Calabria è una città colabrodo sotto questo profilo. Tutti gli impianti di apporto idrico nei vari quartieri sono pressoché colabrodo non solo, ma molti di essi addirittura passano attraverso gli stessi scavi delle fogne. Cosa del tutto, non soltanto igienicamente, inaccettabile. Bisognerà dunque, per prima cosa, reperire i fondi per rifare tutta la catena di distribuzione dell’acqua dalla periferia nord a quella sud, centro compreso.
Chi potrà mai fare un qualcosa del genere? Un amministratore? Un Sindaco. Sì, se munito di bacchetta magica probabilmente sì, ma a quanto mi risulta non ve ne sono in commercio.
Abbiamo però a Reggio Calabria una grande risorsa, del tutto inutilizzata, rappresentata dall’Università Mediterranea che annovera tra le sue facoltà, quella di ingegneria e per essa, la cattedra di ingegneria idraulica. Abbiamo già testato questa strada attraverso la tesi di un giovane ingegnere che ha ridisegnato tutta la distribuzione dell’acqua in tutte le case del centro storico. Assegnando dunque all’Università questo compito, avendo ovviamente i fondi che non possono non provenire dallo Stato, si potrà ottenere, nel breve volgere di qualche anno, la equa e corretta distribuzione dell’acqua in tutte le abitazioni.
Naturalmente servirà un progetto, fatto bene, e per esso potranno essere utilizzati sia i Professori, i Docenti dell’Università sia i Dirigenti, che ne abbiano capacità dell’apparato tecnico-burocratico del Comune.
I tempi saranno dettati in maniera precisa e non saranno ammessi ritardi di nessun tipo. La forza maggiore la si supera aumentando le ore di lavoro, anche notturne. Si tratta di una questione d’emergenza e come tale deve essere trattata. Sconti a nessuno. Di pari passo va anche il problema delle acque reflue, delle cosiddette acque nere, e cioè degli scarichi fognari che molti dei quali scaricano direttamente a mare, senza passare per l’impianto di depurazione.
Impianto di depurazione che va anch’esso ridimensionato, eventualmente ricollocato, e comunque posto nelle condizioni di operare al 100% sempre attraverso le maestranze del Comune e, ove mai non dovessero esserci, con maestranze richiamate da qualunque posto del mondo.
Le acque reflue, quelle piovane, che spesso trovano caditoie del tutto intasate vanno riviste, quartiere per quartiere, da nord a sud, da un’estrema periferia all’altra, la città non è solo il centro storico, ma è esattamente tutta l’area che risponde al nome di città di Reggio Calabria.
Un’altra delle normalità è quella della igiene pubblica e della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Tutti i sistemi utilizzati fino ad oggi si sono dimostrati del tutto inaccettabili per due ordini di motivi:
- Perché le società non hanno saputo organizzare bene tale servizio, anche perché la città è assolutamente cirrotica, cioè costruita in maniera del tutto irrazionale pertanto, ci sono dei posti dove è difficilissimo raggiungere le abitazioni così come si voleva in uno degli ultimi progetti.
Bisognerà dunque organizzare dei punti di conferimento delle immondizie, quartiere per quartiere a secondo dell’orografia del territorio.
Non si può fare di tutta l’erba un fascio.
Una cosa è raccogliere le immondizie al centro cittadino, dove le strade sono quelle del vecchio architetto Quaroni, altra cosa è raccogliere i rifiuti solidi urbani in zone, tanto per fare qualche esempio, chiamate Trabocchetto, Sant’Antonio e zone come queste.
Ovviamente il secondo motivo, per cui la città è sempre più sporca, è il fatto che molti cittadini non pagano le tasse relative, perché non sono neppure registrati. Bene, una task force, organizzata con Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia Municipale, Polizia Metropolitana, Polizia di Stato e Carabinieri Forestali, dovrà essere costituita per controllare, unitamente ai Funzionari del Comune, casa per casa, le condizioni nei confronti delle tasse urbane.
Vanno riesumati tutti coloro i quali non fanno il proprio dovere e tassati rigorosamente così come il conferimento delle immondizie dovrà essere eseguito in orari ben precisi, con tanto di fotocamere o, ove possibile, di personale della Polizia Municipale che controlli i cittadini per multarli in maniera piuttosto pesante allorquando non dovessero fare il loro dovere nelle ore precise.
Solo così si può ottenere una città pulita ordinata e corretta, non è l’amministrazione che la sporca ma i cittadini.
Per quanto attiene la viabilità, che rientra nella famosa normalità, la città è letteralmente una groviera.
Vanno riviste dunque, con fondi speciali, ed è per questo che ci rivolgiamo, con molta forza, alla Deputazione Regionale e Nazionale, perché vengano stanziati, quei fondi necessari, per ristabilire una un condizione “normale” delle strade, così come vanno rivisti, ricostituiti e ricontrollati tutti i semafori e soprattutto lo sgombero totale dei marciapiedi, che sono fatti per la deambulazione, anche dei soggetti diversamente abili, e non certo per esporre mercanzie.
A proposito di questo, sempre per rendere la città normale, va immediatamente ritrovata un’area mercatale che possa essere usufruibile dai cittadini, che si rivolgono a questo tipo di commercio, senza per questo impegnare le strade.
L’area va individuata al più presto possibile, anche forzando quegli ostacoli che spesso lo Stato, attraverso le sue emanazioni locali, blocca.
Valga un esempio per tutti, l’area portuale che è un’area totalmente inutilizzata e che potrebbe essere, opportunamente modificandola e mettendola in sicurezza, utilizzata per un mercato rionale.
Mercato rionale che, siccome è piuttosto periferizzato, può essere utilizzato gratuitamente dalle persone che vogliono andare a fare gli acquisti, soprattutto le persone anziane, con dei piccoli bus gratuiti elettrici che dalle zone, per esempio del mercato di Piazza del Popolo, portano al porto e viceversa
Questo valga a mò di esempio. Siamo ben lieti di accettare qualunque altro tipo di proposta. Certo è che non possono essere utilizzate come aree mercatali, le aree adibite alla circolazione del traffico, già caotico, della nostra città.
Questi tre punti, perché per la città sia possibile usare l’appellativo di normale, sono fondamentali e non necessitano, in nessun modo, di richiami da parte della popolazione.
La popolazione deve avere questi servizi e la popolazione deve fare in modo che tutto ciò che è previsto dalla Legge sia osservato.
Cultura
Il patrimonio culturale della città non è certamente rappresentato soltanto dai Bronzi di Riace.
Anche se essi rappresentano certamente una punta di diamante, ma nello stesso Museo Nazionale esistono reperti che possono benissimo affiancarsi ai due guerrieri greci.
La promozione del Museo è sicuramente la punta di diamante, per quanto riguarda la città di Reggio Calabria culturale, ma vi sono ben altri siti che vanno propagandati e conosciuti.
Un cittadino che viene, da qualunque parte del mondo, per conoscere la cultura, non può fermarsi ai soli Bronzi di Riace ma l’Amministrazione Comunale deve predisporre quanto necessario, si chiamano itinerari, per fare in modo che il turista possa anticipatamente conoscere il viaggio cittadino ed extra cittadino che deve compiere.
A mò d’esempio, basterebbe semplicemente un mezzo di trasporto che all’uscita dal Museo e, con il mero costo di un euro, possa trasferire i cittadini o i turisti, accompagnati da apposite guide di cui disponiamo, per esempio, in un itinerario che veda: la Pinacoteca, il Palazzo della Cultura, gli scavi di Piazza Italia, il Museo Diocesano, le mura Greche, le mura Romane, e soprattutto anche dal punto di vista scientifico e anche archeologico e potremmo spiegare bene i motivi, il Planetario.
Ma oltre queste opere, ve ne sono tantissime altre che possono essere messe in evidenza e che spesso neanche i Reggini conoscono.
Naturalmente, ad una folta squadra di guide turistiche, che potrebbe guadagnarsi lo stipendio anche con i semplici contributi dei turisti, come si fa in tutte le città del mondo, deve aggiungersi un servizio organizzato di trasferimento, dai punti centrali della città alla periferia: non è possibile che ad un cittadino che arrivi a Reggio Calabria, via Mare, via terra o via aria, non gli si ponga la possibilità di conoscere i luoghi, dove può, per esempio, andare a visitare particolari reperti, vedi per esempio il Museo di Locri, o tanto per farne un altro, quello di Rosarno, che è uno dei pochi dedicati ai non vedenti.
Non parliamo della Cattolica di Stilo, non parliamo della città di Gerace, non parliamo di tutti i punti meravigliosi che ci sono in tutti i paesi che compongono le città di Reggio.
Ma come si raggiungono? Innanzitutto con l’informazione.
Appena arriva il cittadino straniero a Reggio, deve avere la possibilità di trovarsi di fronte ad una stazione delle corriere dove ci sono orari, itinerari per poter raggiungere i vari posti e quindi, opportune guide, vanno pubblicate dal Comune perché vengano date o dalle varie associazioni che potrebbero fare questi opuscoli, pubblicati a cura delle varie associazioni, Rotary, Lions e via dicendo, potrebbero essere donate al cittadino che arriva, il quale sceglie liberamente dove potrà andare e che cosa andare a vedere.
Ovviamente, facilitato dalla conoscenza delle autolinee che lo portano nei vari posti da Pentidattilo a Rosarno, da Rosarno a Locri, da Locri a qualunque altro posto, a Gioia Tauro, a Palmi.
L’informazione e la cultura devono essere presenti anche nella vita quotidiana della città. In questa direzione sarà importante sostenere e valorizzare anche le edicole presenti sul territorio cittadino, prevedendo provvidenze per quelle esistenti e favorendo l’apertura di nuove attività, affinché possano continuare a rappresentare un presidio di informazione e uno strumento di promozione della lettura nei quartieri.
Teatro
Non c’è dubbio alcuno che i teatri rappresentano i social ante litteram per come li chiama un grande cultore della Letteratura. Resta il fatto che una città senza teatro è come un’automobile senza ruote. I nostri giovani non conoscono il teatro.
E questo è un handicap al quale in ogni caso bisogna porre rimedio. A Reggio Calabria ne esiste solo uno che tutto è, meno che tale, in quanto è, né più né meno, che un albergo a ore. Chiunque lo può prendere in fitto, a prezzi peraltro esorbitanti, anche per poter fare i saggi di fine anno delle scuole.
È bene dire, con chiarezza assoluta, che può far male a qualcuno, ma è la verità, che il Teatro Francesco Cilea è un teatro lirico, punto e basta.
Questo non vuol dire che non possa ricevere anche una prosa di livello, e su questo possiamo trovarci d’accordo, ma non c’è dubbio parimenti che il teatro Cilea necessita di una Direzione Artistica, occupata da un Professionista del settore, non da un avventuriero; di un Direttore Tecnico del Teatro che ne conosca pregi e difetti e comunque funzionamento. Da tutto il personale, che ben si addice ad un Teatro, dai falegnami agli elettricisti ai tappezzieri, eccetera.
Tutto questo sotto l’egida di un Sovrintendente, questo sì che può essere un soggetto politico, ma di comprovata capacità.
Il teatro si può reggere da solo perché può diventare, per come è strutturato, un centro di produzione che possa poi circuitare tutto ciò che produce negli altri teatri, vicini e lontani.
Non solo, ma il teatro Cilea non può non essere la palestra del Conservatorio che porta il suo stesso nome, perché da lì che vengono fuori i veri musicisti, che guarda caso, oggi, sono costretti a calcare i palcoscenici di Torino, Parma Verona, Milano, Napoli, Palermo e altro, laddove suonano musicisti e cantanti da noi formati e poi spediti letteralmente in quelle città.
Per quanto riguarda il destino degli altri Teatri, è necessario che il Comune se ne faccia carico, completi lavori del teatro Arena Lido, subito, riprenda le trattative anche con la concorrenza della Regione per riappropriarsi dei due maggiori Teatri, oltre il Cilea, e cioè del Margherita e del Siracusa che rappresentano la storia culturale di questa città.
Per quanto attiene invece l’Odeon va affrontato il problema per la gestione concordata tra pubblico e privato, così come, va rivista, subito, la destinazione d’uso del ricostruendo Teatro Orchidea, per la semplice ragione, che non abbiamo assolutamente bisogno di un altro luogo di riunioni culturali, bensì abbiamo necessità di un Teatro o meglio di un luogo di rappresentazioni teatrali.
Vanno riuniti tutti i giovani che fino ad oggi hanno onorato la parola cultura teatrale, attraverso piccoli – grandi spettacoli, invernacolo e non, nei vari piccoli teatri della città, vanno riuniti in un’unica associazione, e vanno opportunamente supportati.
I Teatri non si fermano alla sola città di Reggio Calabria ma devono essere allargati, alla cosiddetta periferia, che dovrà diventare a tutti i costi, centro cittadino.
Allo scopo, per esempio, durante le feste mariane, gli impianti, le giostre, andranno collocate nell’area di Arghillà, opportunamente ripulita e tenuta pulita. Saranno i cittadini di Reggio ad andare ad Arghillà e non viceversa.
Non si comprende perché un’area così vasta, non possa essere utilizzata per l’impianto di giostre, circoli equestri e via dicendo, mentre si vanno a distruggere zone come la zona del tempietto che vengono poi lasciate come Beirut anni ‘60 dopo la guerra.
Le bancarelle cosiddette, elemento certamente culturale, possono benissimo essere messe ad Arghillà.
Oggi con le autovetture si raggiungono quei luoghi in men che non si dica, così come possono essere organizzati dei pullman, gratuiti, da e per quel luogo.
Sulla cultura si investe molto di più, di quanto, per estrema sintesi, qui elencato, ma questi sono i punti di partenza. Il cinema per esempio. Anche il cinema rappresenta un luogo di aggregazione e di conoscenza, nonché di interscambio.
Con i pochi addetti rimasti bisognerà trovare un accordo per favorire l’accesso al cinema anche delle scuole.
Andrà inoltre promossa, per giovani e meno giovani, una politica di accesso agevolato alle sale cinematografiche, affinché esse tornino ad essere luoghi vivi di incontro, cultura e aggregazione.
Aeroportualità
Non c’è dubbio che l’integrazione dei voli da e per Reggio Calabria abbia portato ad aumentare di gran lunga il numero dei passeggeri in arrivo e conseguentemente in partenza.
Questo però non vuol dire che sia aumentato il numero dei turisti, perché il turista che viene a Reggio Calabria una volta, difficilmente ci ritorna, perché per la semplice ragione che da che mondo è mondo, il turista ha bisogno di essere “letteralmente coccolato” cioè una volta arrivato nella città di destinazione deve conoscere innanzitutto dove poter andare, come poter andare, con quali mezzi pubblici e privati, a quali costi.
Reggio Calabria è una città dove i taxi non hanno neppure il tassametro. Bisognerà provvedere perché questa abitudine cessi.
Arrivato a Reggio Calabria il turista deve trovare delle guide, ed a Reggio ce ne sono tante, che possono in qualunque modo indicare ai cittadini stranieri ma anche italiani dove possono essere indirizzate le loro attenzioni, quali sono i musei da visitare, quali gli itinerari da seguire.
Le guide turistiche sono una parte essenziale della città, non solo, ma sono anche posti di lavoro altamente qualificati.
Parchi e teatri all’aperto
A Reggio Calabria esistono tre parchi importanti: il parco Baden Powell, il parco sulla collina di Pentimele, ed il parco Ecolandia ad Arghillà.
Orbene, Parco Baden Powell è attiguo alla casa della cultura, connubarli sarebbe una cosa del tutto semplice, basterebbe l’abbattimento di un muro o meglio di una parte del muro.
La realizzazione di un cancello consentirebbe un’osmosi tra le due tra le due opere importanti.
Il palazzo della cultura che meriterebbe un discorso a parte, ma lasciamo all’intuito delle persone e il parco Baden Powell che potrebbe essere, una volta rimesso a posto, un largo sfogo per i bambini che potranno giocare all’aperto e per di più protetti. Mentre i genitori possono, adeguatamente, utilizzare il palazzo della cultura per le grandi esposizioni che in esso già ci sono e che comunque potrebbero di volta in volta essere ospitate.
Il parco Pentimele merita un discorso a parte.
La domanda è unica: perché Reggio Calabria non può godere della stessa peculiarità di cui gode Siracusa? Cioè la presenza di un teatro all’aperto che possa per esempio mettere in scena le tragedie greche.
Esattamente come si fa a Siracusa, convogliando sul Reggio centinaia, se non migliaia, di persone.
Basterebbe ben poco, e il parco Pentimele si presenta allo scopo molto valido, bastano semplici lavori. Stessa cosa vale per il parco Ecolandia che opportunamente, ripulendo la zona di Arghillà, potrebbe significare un naturale parco, sia per gli spettacoli che già qualcosa si fa grazie ai privati, sia per manifestazioni di qualunque tipo, considerata l’ampiezza e considerata la facilità di parcheggio e considerato che la contiguità col quartiere di Arghillà renderebbe quest’ultimo parte integrante della città.
A questo proposito, il parco di Ecolandia, o meglio il quartiere di Arghillà potrebbe diventare la zona ideale per l’installazione delle giostre durante le feste mariane, così come per l’installazione dei circoli equestri, così come anche di un teatro di qualunque altra struttura che possa convogliare le persone che abitano in quella zona. Zona che va opportunamente ripulita e soprattutto va inserito un punto di polizia che non fosse altro per rendere i cittadini ancora più sicuri durante tutte le ore del giorno e della notte.
Villa Comunale
È necessaria una bonifica e riqualificazione della Villa Comunale di Reggio Calabria, autentico patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città.
La Villa Comunale, spesso definita il “salotto verde” affacciato sullo Stretto, rappresenta uno dei luoghi simbolo del territorio: un’area di grande valore ambientale, botanico e turistico che merita interventi mirati di tutela, manutenzione straordinaria e valorizzazione.
Lido Comunale
Anche questo è uno dei problemi della città.
Ricordo a me stesso che, quando eravamo giovani, il lido era il punto di incontro di tutta la popolazione ben curato, ben tenuto, ben recintato e soprattutto ben utilizzato.
La ricostruzione del lido è una “conditio sine qua non” la città possa ritornare a respirare l’aria pulita d’un tempo. L’amministrazione che andrà occupare gli scranni di Palazzo San Giorgio non può non tenerne conto.
Deve dare inizio ai lavori anche forzando la mano di chi, tra le autorità di questa città, pone veti che non hanno alcuna ragione di esistere. Esiste una buona magistratura che può dare ragione anche all’amministrazione comunale quando vuole fare qualcosa che interessi la cittadinanza.
Parco Oasi
Anche questo parco, che è immenso, non può che rappresentare un grande polmone per la città, è inutile pensare a fare cose che non hanno senso, un polmone per la città e soprattutto la installazione di un centro congressi, perché a Reggio Calabria, città dove i congressi non mancano e potrebbero addirittura essere aumentati, soprattutto quelli di carattere medico, di carattere legale, non ha un punto dove poter ospitare migliaia di soggetti interessati.
Quindi quello spazio non può che essere utilizzato in parte verde e in parte per un centro congressi. Tutto questo per brevità.
Naturalmente, questa trattazione è solo un esempio di quelle che sono le necessità della città di Reggio Calabria, altre ce ne sono e ce ne saranno, la prima fra tutte è quella di rendere la città omogenea in tutti i quartieri e per tutti i quartieri.
Ognuno potrà far prevenire a questo movimento civico qualunque idea anche dopo le elezioni, quale che sarà il risultato.
il Polo civico concorda e fa sua la visione Reggio 2030 di Confesercenti Reggio
